giovedì 27 luglio 2023

 ATTENZIONE... ARGOMENTO SUPER TABU'

SESSO ANALE E PAVIMENTO PELVICO


Purtroppo non dico nulla di nuovo affermando che i professionisti della salute (spesso e volentieri anche quelli che si occupano di pavimento pelvico) sono ancora oggi molto reticenti ad accogliere i possibili disagi sessuali dei propri pazienti...nonostante l'OMS riconosca ormai da tempo la "salute sessuale" come diritto di tutti.

Infatti la sessualità viene definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come : 

"un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita; la sessualità comprende il sesso, l’identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità viene vissuta ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, credenze, attitudini, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. Sebbene la sessualità possa includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre vissute o espresse. La sessualità è influenzata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, culturali, etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali»

Se già si fatica a trattare la sessualità considerata canonica (ossia quella che prevede l'inserimento del pene in vagina) figuriamoci addentrarsi in discorsi come il sesso anale...nonostante l'attuarlo, si sa, è un qualcosa che sicuramente ha un influenza diretta sullo sfintere anele esterno ed interno.

Proprio per il medesimo motivo gli studi su questo argomento sono veramente pochi e lo legano alla possibilità di aumento della probabilità di andare incontro a incontinenza ai gas e fecale.

Più in particolare uno studio ha avuto il coraggio di trattare lo spinoso argomento che è stato pubblicato sul prestigioso American Journal of Gastroenterology (i dati dello studio sono stati anche pubblicati nel   Health and Nutrition Examination Survey dal 2009 al 2010 ).

Dallo studio è stato evidenziato un piccolo aumento della probabilita' di andare incontro a incontinenza...che pare sia superiore per il sesso maschile.

Lo studio (oltre al fatto di essere uno) presenta tuttavia dei limiti importanti:

-Non viene indagata la frequenza dei rapporti ed è presumibile supporre che una pratica occasionale sia differente da una ad esempio settimanale;

-Non viene indagata poi l'eventuale utilizzo concomitante di oggetti, cosiddetti sex toys o altro;

-Infine non vengono menzionate le dimensioni del pene del partner (è presumibile che piu' le dimensioni siano ridotte più il rischio di incontinenza legata al sesso anale si riduca).

Di contro un altro articolo pubblicato sul FiveThirtyEight ha evidenziato come il sesso anale aumenti di molto la probabilità per il sesso femminile si raggiungere l'orgasmo (si parla del 94 percento del campione femminile preso in esame...incredibile!!! vero?).

In conclusione, dalle pochissime informazioni che abbiano sembra che il sesso anale posso aumentare il rischio di incontinenza ai gas se fatto con regolarità.

Diventa a questo punto importante che questo argomento venga trattato col paziente e che si caldeggi sempre un controllo sul pavimento pelvico (più in particolare dello sfintere anale) e la ginnastica del pavimento pelvico di prevenzione. 



lunedì 26 giugno 2023

MINDFULNESS E PERINEO

COME SI POTREBBE INTEGRARE LA MINDFULNESS CON UN PERCORSO DI CONSAPEVOLEZZA PELVIPERINEALE?

Innanzitutto partiamo da cos'è la Mindfulness: 

la "Mindfulness" non è una tecnica ma si fonda sull'apprendimento di uno stile di vita che promuove la consapevolezza e l'osservazione delle reazioni fisiche ed emotive che si verificano nel qui ed ora e allena la possibilità di scelta verso atteggiamenti più funzionali ad eventi subiti .

Per mindfulness s'intende il raggiungimento della consapevolezza di sé e della realtà nel momento presente e in maniera non giudicante.

Questo tipo di allenamento si combina perfettamente con il lavoro del pavimento pelvico poiché permette durante gli esercizi di individuare i pensieri oppositivi alla riuscita di un esercizi e veicolarli verso l'attenzione delle sensazioni corporea date dalla respirazione e dal movimento del pavimento pelvico.

In particolari problematiche come il vaginismo (fobia di qualsiasi tipo di penetrazione a livello vaginale) può essere estremamente preziosa perché permette di identificare alcuni pensieri quali "mi farà male, non ci riuscirò nuovamente, o paura di sensazioni sgradevoli", accettarli come propri e senza giudizi accompagnarli all'attenzione di qualcosa di maggiormente funzionale.


MIND FULL O MINDFUL?



 


giovedì 15 giugno 2023

 IN COSA CONSISTE LA CHINESITERPIA DEL PAVIMENTO PELVICO?


Chinesiterapia è un termine che potrebbe scomporsi in due :

-Chinesi dal greco kinesis che sta per movimento
-Terapia

come indica la terminologia stessa dunque è una tecnica che si fonda sul movimento dei muscoli che costituiscono il Pavimento Pelvico e a mio pare rappresenta la BASE di qualsiasi percorso riabilitativo sul Perineo.

Attraverso l'insegnamento da parte del terapeuta di alcuni esercizi viene promosso nel tempo un'aumento della trofia muscolare che riporta in funzione tutti i meccanismi di cui il pavimento pelvico è responsabile (minzionale, defecatorio, sessuale).

Ma vediamo alcuni esercizi:

-Esercizi di contrazione fasici: essi sono atti a stimolare le fibre muscolari fasiche (le bianche) dette anche fibre II le quali sono capaci di contrazioni rapide e brevi.

Consistono in contrazioni massimali brevi (es. contrai 1 sec e rilassa 2 secondi) da eseguire a esaurimento muscolari nelle diverse posizioni che ti verranno indicate dal terapeuta.

-Esercizi di contrazioni toniche: essi sono atti a stimolare le fibre muscolari toniche (rosse) dette anche fibre I le quali sono capaci di contrazioni lente e costanti.

Consistono in contrazioni di un' intensita' x (che puo' essere il 70/80 per cento della massimale) che vanno tenute in modo costante e omogeno per una quantità di secondi e ripetizione che verrà scelto insieme al terapeuta in sede di sedute.

E' sconsigliato il fai da te...oltre a costituire dei rischi risulta completamente inefficace.

Buona ginnastica a tutti!!!😘


 


martedì 19 maggio 2020

La Menopausa . Nutrizionista e Ostetrica a confronto.

Con la prima mestruazione la donna scopre il suo potere, durante gli anni del ciclo mestruale vive il suo potere, giunta alla Menopausa si trasforma in quel potere”

Prima di parlare di menopausa vorrei partire sdoganando un concetto molto comune, ovvero: non è inevitabile l’aumento di peso in menopausa. 

Ma allora perché la maggior parte delle persone lo pensa?

In menopausa avviene un cambiamento dell’equilibrio ormonale, in particolare si verifica una carenza di estrogeni, questa, combinata all’avanzare dell’età, può causare diversi fattori:

  • Una progressiva diminuzione della massa muscolare
  • Un aumento della massa grassa     
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Questi due fattori portano ad un abbassamento del metabolismo basale, a questo si aggiunge il fatto che man mano che aumenta l’età si tende a fare sempre meno attività fisica, tutto ciò può portare ad un aumento del peso.

Il cambiamento più significativo in menopausa è rappresentato dall’aumento della distribuzione del grasso nell’addome, quella che viene chiamata forma a mela. 

Questa conformazione, al contrario della forma a pera (che prevede un accumulo di grasso nei fianchi e nei glutei) è associata a una maggior resistenza all’insulina e ad alterazioni dell’assetto lipidico, quindi del livello di colesterolo e dei trigliceridi nel sangue. Questi sono fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e il diabete.

La carenza di estrogeni porta anche a una minore densità e resistenza ossea. Con l’aumento dell’età, inoltre, si riduce l’assorbimento intestinale del calcio e aumenta la sua perdita attraverso i reni, questo impoverisce ancora di più lo scheletro, predisponendo all’insorgenza dell’osteoporosi.

Si definisce osteoporosi un aumento del rischio di fratture spontanee o indotte da traumi anche lievi. Questa patologia riguarda quasi la metà delle donne sopra i 70 anni, per questo è stata definita dall’OMS uno dei principali problemi di salute pubblica, a causa della sua grande diffusione e per le grosse conseguenze sanitarie.

Cosa fare quindi per contrastare l’aumento di peso e il rischio di osteoporosi? Occorre lavorare sullo stile di vita.

  1. Adeguare l’apporto calorico

Scegliere alimenti poco energetici ma più ricchi di micronutrienti come vitamine, Ferro, Calcio ecc. come la frutta, la verdura, latte e yogurt scremati, il pesce, i legumi, la carne magra, il pane, la pasta e i cereali nelle giuste quantità. Occorre invece limitare gli alimenti molto calorici come i dolci e i grassi da condimento.


  1. Fare un’adeguata attività fisica

Il nuoto, la ginnastica o la camminata non solo migliorano l’umore, ma anche i parametri come la glicemia, il colesterolo nel sangue e l’ipertensione associati alle malattie metaboliche, in più permettono di mantenere la massa muscolare e contrastare l’aumento del peso e la perdita di massa ossea.


  1. Usare poco sale

Se nella popolazione adulta il quantitativo consigliato di sale è di 5 grammi al giorno, in menopausa, per far fronte al problema dell’ipertensione, non supera i 4 grammi al giorno. Questa quantità comprende il sale aggiunto agli alimenti e quello contenuto negli alimenti processati.


  1. Consumare alimenti ricchi di Calcio che siano però poveri di grassi e calorie, ed esporsi al sole per la sintesi della vitamina D, fondamentale per il metabolismo del Calcio

Nel nostro immaginario collettivo gli alimenti ricchi in Calcio sono i formaggi, ricchi però di grassi e di sale, per questo è opportuno limitarli prediligendo altri alimenti come il latte e lo yogurt scremati, il pesce (che è ricco anche di omega 3, quindi molto utile nella prevenzione cardiovascolare), alcuni tipi di frutta secca e legumi, verdure come broccoli e cavoli e soprattutto, un’importantissima fonte di Calcio è l’acqua del rubinetto e alcune acque in bottiglia.

 

In conclusione, con qualche piccolo sacrifico in più sullo stile di vita, è possibile contrastare l’aumento del peso a cui è legata questa delicata fase della vita.


Dopo questa approfondita spiegazione sull’utilità di un cambiamento dell’alimentazione in menopausa possiamo passare a fare maggiore chiarezza sulle definizioni…ossia: quando possiamo dire di essere entrati in menopausa?

Si può parlare di menopausa dopo che si è verificata l’assenza del ciclo mestruale di un’anno solare (in media si verifica a 41/44 anni).

Esiste un periodo, che può durare dai 2 ai 10 anni, definito peri-menopausa: durante questo possono cominciare a verificarsi i primi segnali di cambiamento corporeo ( secchezza vaginale, aumento della pressione, ciclo mestruale che salta di tanto in tanto…) ma non è affatto sicuro che questi disturbi si verifichino…e in caso di mancanza di sintomi la TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva) non è raccomandata. 

In caso contrario tuttavia si può tranquillamente assumere : gli studi fatti sui possibili rischi di aumento del tumore alla mammella si sono rivelati poco indicativi poiché svolti su una fascia di età troppo elevata. Inoltre esistono nuovi tipi di terapie sostitutive che non prevedono l’utilizzo diretto di estrogeni ma di modulatori selettivi di alcuni loro recettori (che stimolano, per esempio, i recettori degli estrogeni nel tessuto vaginale ma non in altri tessuti come utero o mammelle).  

L’efficacia della terapia sostitutiva si vede comunque nella breve durata e può essere sospesa in post-menopausa ( dai 50/54 anni in poi).

I sintomi maggiormente riferiti dalla donna in menopausa sono: 

-Vampate di Calore

-Vertigini

-Sbalzi dell’umore

-Cambiamenti della pressione.

I trattamenti non farmacologici per i sintomi come questi- sono la Cimifuga Racemosa e il Trifoglio Rosso insieme a una PARTICOLARE ATTENZIONE AL CAMBIAMENTO DEL FABBISOGNO ENERGETICO RICHIESTO DAL CORPO. 

Da porre particolare attenzione alla:

-Distrofia Vaginale

-al Pavimento Pelvico.

Il crollo degli estrogeni rende i tessuti vaginali secchi e an-elastici predisponendo a cistiti ricorrenti da lesioni uretrali e a ragadi vaginali e anali. Si può notare in alcune donne la comparsa della cosiddetta caruncola uretrale (sembra una piccola escrescenza rossastra a livello dell’uretra), indice di grosso deficit di estrogeni a livello dei genitali esterni. Diventa dunque ancora più importante detergersi con saponi a ph adeguato all’età della donna (in questo periodo più basico rispetto le epoche precedenti) e trattare i genitali attraverso auto-massaggi con gel a base di acido ialuronico, iberico, ozono o semplicemente con olio di mandorle dolce spremuto a freddo con qualche goccia di lenitivo (lavanda, camomilla, malaleuca ecc).

Una particolare attenzione va dedica al PAVIMENTO PELVICO: Infatti in menopausa vengono a presentarsi più frequentemente disturbi quali incontinenza urinaria, incontinenza ai gas e feci, dispareunia (dolore durante i rapporti) prolassi pelvici e stipsi cronica.

Questo spesso accade non perché la menopausa sia la causa di ogni male…ma perché si sono portate avanti situazioni già presenti senza mai aver fatto alcun intervento di Riabilitazione del Pavimento Pelvico. 


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Il mio pensiero che a livello sociale venga fatta poca informazione riguardo alla Menopausa e ai cambiamenti che porta…e credo che come qualsiasi altra tappa di vita della donna (vedi Adolescenza, Gravidanza e Post-Partum) ci sia bisogno di sostegno e cura. Spesso nel mondo Occidentale a questa fase della vita della donna non viene data la giusta attenzione e cura ed è un peccato perché come ho scritto nella frase introduttiva “In Menopausa la donna si trasforma in quel potere”…e ha bisogno di esprimerlo.

Dott.ssa Ilaria Stradi (Biologa Nutrizionista)

Dott.ssa Urso Valentina (Ostetrica, Specializzata in Riabilitazione del Pavimento Pelvico)

lunedì 10 settembre 2018

Help, voglio provare la coppetta mestruale MA QUALE SCEGLIERE?

Oggi vorrei affrontare un argomento che ha molto successo nelle cene con amiche, discorsi durante la pausa caffè e a volta addirittura chat on-line: LA COPPETTA MESTRUALE

CHE COS'E'? la coppetta, è un ausilio a forma di coppa in silicone sintetico che posta all'interno del canale vaginale sostituisce totalmente l'assorbente durante i giorni di ciclo. Tra un ciclo e l'altro è importante sterilizzare la coppetta attraverso sterilizzatore o pentolino con acqua in stato di ebollizione per un decina di minuti.

QUALI SONO I VANTAGGI? :
-ECONOMICI: hanno un costo che varia dai 13 ai 20  euro e possono durare fino ai 10 anni
-IGIENICI: spesso gli assorbenti in commercio contengono materiali sintetici non sani che causano sudorazione elevata, reazioni cutanee e tagli inguinali. Inoltre il ristagno del sangue mestruale esternamente sui genitali favorisce il passaggio di batteri da ano, vagina e uretra...e le nostre amiche candida e cistite sono assicurate ;-)
-PRATICI: tutte le attività sono possibili e comode!!! durano fino ad 8 ore e mentre le indossi puoi andare al mare, in piscina, fare sport e indossare gli abiti che più ti piacciano...inoltro esistono delle soft-cup mono-uso che rendono confortevole anche il rapporto sessuale.
-PREVENTIVI: utilizzare la coppetta obbliga le donne a mettersi in relazione con quella parte del corpo da cui spesso vuole fuggire..ossia i genitali. Questo rifiuto nei confronti della vagina e del perineo è il risultato di un importante tabù culturale che a oggi a contribuito a danneggiare noi donne più che aiutarci. Infatti molte donne non controllano mai i genitali ne li guardano e quindi non si possono neanche accorgere delle possibili modifiche da cui possono essere colpiti e che possono essere segno precoce di malattie anche gravi. Inoltre la scelta della coppetta permette di capire la capacità e la tonicità dei nostri muscoli perineali facendoci evidenziando la presenza di un ipo o un ipertono.

DUBBI E OBIEZIONI FREQUENTI

-MA COME FACCIO A CAMBIARLA A LAVORARE: una volta imparato l'utilizzo, il cambio della coppetta diventerà sempre più semplice e sarà possibile anche farlo fuori casa senza appoggiarla nei bagni pubblici. Inoltre spesso può durare tutto il tempo necessario (fino a 8 ore) e la potrete cambiare comodamente a casa.
-MA DOVREI METTERE LE DITA LI DENTRO? COL SANGUE? MA CHE SCHIFO!!!! Ecco, questa è un pensiero che molte donne hanno per limiti culturali e per il grosso tabù di cui ho accennato poco sopra. Infatti è più l'idea di inserimento delle dita all'interno della vagina che il contatto col sangue a impressionare è chiaro...poiché che problema c'è se ci sporchiamo di sangue? tanto ci sporcheremmo lo stesso con l'igiene, giusto?
-MA SE POI LA COPPETTA MI PERDE E MI SPORCO? su questo è importante avere qualche informazione su come posizionarla e quale misura scegliere. In ogni caso ricordate...se sono solo piccole macchie, meglio una lavatrice in più con detergenti naturali e sopra i 60 gradi, che l'assorbente ;-)

PER SCEGLIERE LA COPPETTA ADATTA A ME, COME MI DEVO ORIENTARE?

ci sono davvero diversi aspetti che si possono considerare nella scelta della coppetta...questo per permetterci di scegliere quella ad oc per noi.

ETA'

Esistono una misura small (B), e una large (A) che cambiano in base alla dimensione del canale vaginale e allo stato di tonicità (alcune coppette hanno anche 3 misure) . La taglia B è consigliata a chi ha età sotto i 30 anni ed è vergine da parto, la taglia A nel caso si abbia avuto un parto per via vaginale o si abbia più di 30 anni. Ovviamente queste sono linee guida teorica ma esiste una soggettività personale da considerare quindi inizialmente potrebbe essere necessario provare più taglie.

GRAVIDANZE/PARTI/ABORTI/INTERVENTI GINECOLOGICI

Ciascuno di questi eventi potrebbe aver reso le mucose delicate e sensibili...rendendo necessaria la scelta di una coppetta di consistenza morbida.

LUNGHEZZA DEL COLLO DELL'UTERO

Per questa procedure potrebbe essere necessaria l'aiuto di una ginecologa o un'ostetrica. Il collo dell'utero è la parte finale dell'utero che sbocca nel canale vaginale (l'utero ha la forma di una bottiglia rovesciata, il collo dell'utero è il collo della bottiglia).
In media ha una lunghezza di 4 cm ed è possibile misurarlo durante il primo giorno di mestruazione andando a inserire le dita aderenti alla parete posteriore della vagina fino a raggiungere il fondo. a un certo punto si sentirà un corpo sferico/ovale semi rigido con al centro una piccolissima apertura che permette la fuoriuscita del sangue mestruale. Ora, se questo corpo ha una lunghezza di 4 cm (2 falangi dell'indice) ci sarà bisogno di una coppetta con un corpo normale, se la lunghezza è di 5/6 cm (3 falangi) ci sarà bisogno di una coppetta col corpo medio, se la lunghezza è di 2-3 cm il corpo della coppetta è meglio che sia corto.
Il consiglio è fare questa manovra seduti sul bidet o in posizione accovacciata.

STATO DEL PAVIMENTO PELVICO

In presenza di IPERTONO, IPOTONO O PROLASSO PELVICO, potrebbe essere molto complicato l'utilizzo di una coppetta vaginale, perché questa potrebbe fare male (ipertono) oppure cadere sullo slip (IPOTONO)...in tal caso è indispensabile chiamare subito l'esperto di fiducia per una valutazione uro-ginecologica che evidenzi le problematiche sul pavimento pelvico, e programmazione di una riabilitazione pelvica adeguata per quello specifico caso.


CICATRICI (episiotomia, lacerazioni) SENSIBILITA' (emorroidi, colon irritabile, ragadi, candida ricorrente)

Anche in questi casi, consiglio la consulenza con l'esperto, che ti insegnerà a prenderti cura delle cicatrici e ti aiuterà per la cura di altri disturbi ricorrenti. Nel frattempo è consigliabile una coppetta morbida.

FLUSSO

è importante per capire se vi serve una coppetta capiente (A) o meno (B). Anche qui potrebbero essere necessarie delle prove perché quasi nessuna donna ha un idea oggettiva dell'entità del proprio flusso (io per esempio ero convinta di avere un flusso abbondantissimo ma con la coppetta ho scoperto che era una mia impressione soggettiva).
In generale

-SCARSO: bastano i salvaslip e gli assorbenti da flusso scarso per regolarlo
-MEDIO: utilizzo gli assorbenti medi e li cambio ogni 3 ore/ 3 ore e mezzo
-ABBONDANTE. utilizzo gli assorbenti medi li cambio ogni 3 ore 3 ore e mezzo e di notte sono obbligata a usare quelli notturni per non sporcare il letto.
-MOLTO ABBONDANTE: utilizzo sempre gli assorbenti notturni

buone mestruazioni a tutte ;-*

 

lunedì 15 gennaio 2018

HPV

·         PAPILLOMI, CONDILOMI E VERRUCHE GENITALI (hpv)
Sono infezioni virali provocate da Papillomavirus (HPV). Si trasmettono attraverso i rapporti sessuali , per semplice contatto cutaneo o, in rarissimi casi, per contatto con materiale contaminato (asciugamani, sanitari igienici, biancheria intima)
La malattia si manifesta con la comparsa di piccole escrescenze (singole o a gruppi) denominati condilomi, creste di gallo o verruche genitale di colore biancastra o rosato e pruriginose che crescono sui genitali al livello di pene, vulva, vagina e7o collo dell’utero. Possono essere lesioni abbastanza estese ma non sempre sono visibili ad occhio nudo e in ogni caso è necessaria una diagnostica in ambulatorio ginecologico. Inoltre spesso l’infezione passa inosservata ed è un problema perché alcuni ceppi di HPV (16e18) possono dare origine al tumore del collo dell’utero. È comunque un infezione facilmente prevenibile attraverso l’esecuzione di un semplice esame chiamato pap-test o striscio che è consigliabile eseguire a partire dal primo rapporto sessuale.  Questo esame è eseguito dall’ostetrica di fiducia almeno 1 volta ogni 3 anni (In questi anni il pap test è stato sostituito dal HPV TEST che ti indica con precisione il tipo di ceppo presente).
Nella nostra regione è inoltre prevista la vaccinazione contro hpv che protegge efficacemente per i ceppi del virus responsabili della maggior parte dei casi responsabili di tumore al collo dell’utero.

CURA: le escrescenze vengono eliminate attraverso semplici pratiche ambulatoriali con il laser, l’elettrobisturi o la crioterapia, ma anche con creme specifiche.


 

domenica 14 gennaio 2018

CONTRACCEZIONE CON DISPOSITIVI INTRAUTERINI

·        Consiste nell’apposizione di un dispositivo intrauterino per scopo contraccettivo.
Ci sono diversi tipi di dispositivi (IUD)

IUD AL RAME

Provoca infiammazione sterile con azione spermicida previene l’impianto. Risulta sicura per 5 anni

IUD al levonorgestrel

Provoca infiammazione, decidalizzazione endometriale.  Risulta sicuro per 5 anni. La percentuale di fallimento è di circa il 0,1-2%

Controindicazioni assolute: Gravidanza, tumori pelvici, emorragie vaginali non diagnosticate, infezioni pelviche, comportamenti a rischio per MST (malattie sessualmente trasmissibili), malattia di Wilson.
Controindicazioni relative: cavità uterina anormale, immunosoppressione, nulliparità, pap test anormale, anamnesi positiva per gravidanza extra-uterina

INSERIMENTO: preferibile dopo il ciclo. L’inserimento verrà effettuata ambulatorialmente dalla ginecologa di fiducia.

Possibili complicanze: infezione pelvica, dislocamento del filo, rischio di gravidanza ectopica del 2-3%, gravidanza intrauterina.